IDEA FOTOGRAFICA

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Ospite Trizzino

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Una serata al nostro club con Lucio Trizzino
di Nicola Picchione

      Scorrono incalzanti le immagini sul tema dell’ansietà proposto dall' ospite di ieri sera, Lucio Trizzino. Tema quanto mai vivo, alimentato dalle paure, dall’incertezza, dalla dissoluzione di idee e ideali ancora non sostituiti adeguatamente. Come esprimere questo sentimento che tutti comprendono e vivono ma che ha tante sfaccettature? L'ansia non è la disperazione che si può rappresentare in maniera più esplicita (penso alla cacciata dall' Eden di Masaccio, all' urlo di Munch). E', piuttosto, la rottura di un equilibrio dell'animo, è l'attesa e il suo timore.  Le immagini di Lucio Trizzino formano raggruppamenti, grumi diversi di situazioni ansiogene. Il B/N (come nei classici films noir di tanti anni fa) affida al contrasto di ombre e luci, non distratto dal colore che forse avrebbe inquinato il messaggio, la sottolineatura del senso di ansietà. Nelle immagini la figura umana, spesso singola o a coppia, non domina la scena e non è mai l’espressione del volto – espediente tentatore ma banalizzante- a suggerire il tema dell’ansia affidato invece alla totalità dell’ immagine, una coralità di luci, ombre, geometrie, contorcimenti di linee, contrapposizioni e giustapposizioni di piani che compongono un insieme che raffigura e suscita quel sentimento che chiamiamo ansia.
     Le immagini di L.T. hanno l’ambivalenza di un equilibrio nella composizione fotografica che sembra stia per rompersi: un momento di stasi fissato poco prima di precipitare e dissolversi aggiungendo ansia a quella suscitata dall’ immagine. In realtà, il senso di ansia non è nei singoli oggetti o nelle singole persone fotografate ma nasce da tutta l’immagine, dalla sapienza della composizione. I singoli elementi, comprese le persone, non erano in ansia ma essa emerge dal contesto dell’immagine. Un sentimento creato servendosi dell’ obiettivo e componendo i singoli elementi come il musicista si serve del pentagramma con le sue singole note. La fotografia, lo sappiamo, simula la realtà, ne fa una creta per essere rimodellata, ricreata e offerta all’osservatore affinché egli a sua volta la accetti, facendola propria, o la rifiuti. Una magia che ti fa vedere ciò che è ma con l’occhio deformante del manipolatore. Una falsificazione che tuttavia finge di proporre il reale.
    Lucio Trizzino ha voluto accompagnare le immagini con la guida di un commento che è stata criticata da Luciano Selvi. Luciano (appassionato di fotografia come pochi, oltre che autore sensibile e creativo) rivendica appassionatamente il ruolo del fruitore delle immagini, elemento indispensabile della triade fotografica (come di ogni opera d’arte) nella quale ogni elemento – l’autore, l’immagine, chi la guarda – rappresenta elemento essenziale e indipendente. Il commento, l’ esplicitazione da parte dell’autore limita la libertà interpretativa, è un filtro verbale che ferisce l’autonomia dell’osservatore, afferma Luciano. Il dibattito, d’altra parte, è la vita di una serata; esalta e non riduce il significato dell’opera proposta da un autore. L’ unanimismo, semmai, può far torto alla sua intelligenza. Del resto, non esiste mai la perfezione e ogni tanto anche Omero sonnecchia, a sentire Orazio. I singoli capitoli del tema hanno analizzato i vari aspetti dell’ ansietà che è parte non eliminabile dell'animo umano con gli aspetti corrosivi dello stress ma anche con la spinta a superare le difficoltà. L'ansia era nel pomo della conoscenza colto dal primo uomo. Alcune immagini tuttavia  suggerivano, più che ansia, la depressione dell’assenza di speranza o della solitudine o anche del vuoto di quando tutto appare perduto.
     Ansietà: un termine, mi viene il sospetto, che insinua la sensazione del tempo (che passa? che è già passato?) insieme con l’ansia: il tempo dell’età o quello della nostra epoca ?
    Signori, il catalogo è questo, sembra dirci Trizzino. A noi sfogliarlo. Ne merita il tempo e l’attenzione. La bellezza delle immagini ripaga del loro carico di ansi-età.
    Da inesperto di fotografia (o, nel migliore dei casi, da poco esperto) credo che l’opera propostaci da Lucio Trizzino -cui siamo grati per una serata di particolare interesse accentuato dalla sua capacità di narrare e proporre- sia il connubio ben riuscito di un estro fotografico non comune con una intellettualità colta e colma di umanesimo.
Speriamo che abbia la voglia di proporci altre sue opere.
    Un grazie anche a Giorgio Tani che ha presentato l' autore. La sua autorevolezza – nata dalla sua opera di fotografo e grande organizzatore- è garanzia di buona riuscita di una serata sia se propone sue opere sia se propone quelle di altri autori.
Nicola Picchione
10/04/2014


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